Pubblicato · 2026-08-06
Luce: diffusa, mai radente
Una luce radente esalta il rilievo materico, e per la fotografia di documentazione è spesso un vantaggio; per la vettorializzazione è il problema principale. Il bordo di un'ombra netta è, dal punto di vista del segnale, indistinguibile da uno spigolo: viene riconosciuto e tracciato come geometria. Su una parete a corsi di malta significa raddoppiare le linee, con una polilinea sulla pietra e una sull'ombra proiettata.
La condizione migliore è la luce diffusa: giornata coperta, oppure superficie in ombra piena mentre il cielo la illumina in modo uniforme. Su interni, la luce indiretta o un flash rimbalzato riducono il contrasto delle ombre proprie. Verifica sul posto guardando l'istogramma: se le alte luci sono bruciate o le ombre completamente chiuse, il dettaglio in quelle zone non esiste più e non potrà comparire nel disegno.
Posizione: frontale, centrata, senza inclinazioni
Fotografa il più possibile perpendicolare alla superficie, con il sensore parallelo al piano del prospetto e il centro dell'inquadratura all'altezza della mezzeria dell'elemento. Ogni grado di inclinazione introduce un gradiente di scala: la parte più lontana risulta più piccola, e la calibrazione su due punti resta valida soprattutto lungo la direzione che hai misurato.
Quando non puoi allontanarti abbastanza, è preferibile suddividere il prospetto in porzioni frontali distinte e convertirle separatamente, invece di forzare un unico scatto molto inclinato o molto grandangolare. Su strada stretta, un piano rialzato o una scala esterna spesso permettono la ripresa frontale dei livelli superiori.
Obiettivo e messa a fuoco
Usa una focale normale o corta tele — l'equivalente di 35–70 mm su pieno formato — evitando i grandangoli spinti, dove la distorsione ai bordi curva le linee rette e falsa i profili proprio nelle zone periferiche. Se disponi solo di un grandangolo, riempi il centro dell'inquadratura con l'oggetto e scarta i bordi.
Chiudi il diaframma quanto basta per avere l'intera superficie a fuoco (tipicamente f/5.6–f/8), tieni ISO bassi per limitare il rumore e, se la luce è scarsa, usa un treppiede invece di alzare la sensibilità: il mosso e il rumore cancellano i bordi fini, che sono esattamente ciò che il motore deve riconoscere.
Riferimento metrico: una sola misura ben scelta
Per calibrare il disegno basta una distanza reale fra due punti riconoscibili nella fotografia. Prendila in cantiere con metro o distanziometro, il più lunga possibile e appartenente allo stesso piano dell'elemento da quotare: la larghezza di un'apertura fra gli stipiti, l'interasse fra due spigoli lapidei, l'altezza di un gradino ripetuto.
Una stadia o un'asta metrica appoggiata alla superficie, nel piano del prospetto, semplifica la calibrazione e resta documentata nell'immagine. Annota sempre la misura e i due punti scelti: è quel dato che rende l'elaborato verificabile a posteriori.
Cosa togliere dall'inquadratura
Tutto ciò che sta davanti alla superficie viene vettorializzato, perché è geometria realmente presente nell'immagine: ponteggi, reti di cantiere, cavi, insegne, rami e cespugli. Dove possibile allontana gli ostacoli mobili; dove non è possibile, mettili in conto come lavoro di pulizia nel CAD.
Evita anche i riflessi speculari su lastre lucide, vetri e marmi levigati: producono macchie di alta luce senza bordo stabile, che generano tracciati incoerenti. Un piccolo cambio di angolo, mantenendo la frontalità, in genere li elimina.
Formato di consegna e passo successivo
Esporta in JPG di qualità alta, PNG o TIFF, entro 40 MB per immagine, senza filtri di nitidezza artificiali e senza correzioni di contrasto aggressive: accentuare il contrasto locale crea aloni che il motore legge come linee. Se disponi del RAW, sviluppa in modo neutro.
Con lo scatto pronto, il percorso è quello descritto nella pagina da foto a CAD: caricamento, generazione, calibrazione su due punti nell'anteprima vettoriale e download di SVG e DXF già in scala. Se il tuo elaborato deve essere metricamente verificabile su tutta la superficie, prepara invece un fotopiano raddrizzato o una ortofoto e segui il flusso dedicato.